Il nuovo Rinascimento italiano è l’impresa significante

Vitruvio_siteFinakiUna risorsa nascosta ci ha salvato in molti frangenti della nostra storia: il gusto per l’impresa nel senso della missione impossibile, ma anche del creare prodotti e imprese innovative.

D’altro canto il vero prodotto per un imprenditore è l’impresa stessa. Questa risorsa è nel DNA degli imprenditori (proprietari o manager) italiani che sembrano però in molti casi aver smarrito la capacità di porsi una fondamentale domanda di senso. Un imprenditore deve innanzitutto chiedersi il perché del suo agire. Il profitto è infatti solo un risultato che testimonia l’economicità dell’impresa, non lo scopo fondamentale della sua azione nel contesto socio-economico in cui detta azione si sviluppa. Seguono molte altre caratteristiche imprescindibili, come la capacità di osservare la realtà, di sperimentare soluzioni innovative ed esplorare territori sconosciuti.

Un imprenditore deve innanzitutto possedere una risposta autentica circa la “ragione” profonda del suo intraprendere. E’ dalla risposta a questa domanda che può scaturire quella scintilla di originalità che emerge in uno spazio geografico ben definito, dove la combinazione di nuove idee si fonde in qualcosa di sorprendente, che è stato definito” Effetto Medici’.

Il Rinascimento italiano è infatti forse l’esempio più eclatante di come, nonostante (o forse proprio in virtù di) un contesto di instabilità, politici espressione del genio italico siano riusciti nell’impresa di cambiare il mondo riunendo nello stesso luogo i brillanti creativi appartenenti alle più disparate discipline. Da allora, tuttavia, questi luoghi di impollinazione culturale sono fioriti al di fuori dell’Italia, in primis ad esempio nella Silicon Valley.

La rivoluzione digitale sembra tuttavia distruggere più posti di lavoro di quanti ne crei.

Ci rallegriamo di scoprire che sul Web tutto è “gratis” e “open”, o sta per diventarlo, ma nel frattempo sperimentiamo in molti Paesi distanti geograficamente e soprattutto culturalmente dalla Silicon Valley, prolungate fasi di crisi economiche e finanziarie e disuguaglianze sociali crescenti.

Alcuni “guru” informatici avvertono che quando prenderà piede l’internet delle cose, la maggior parte delle industrie e professioni attuali scompariranno, creando preoccupanti fenomeni di disoccupazione. Sono guru che propongono una via d’uscita tecnica a tale disastro, sostituendo il protocollo HTML con uno che permetta la bi-direzionalità dei collegamenti: se io “linko’” un contenuto che tu hai condiviso sul web, tu sai che ti ho “linkato” e quindi puoi chiedermi un pagamento.

Se è vero che sono le informazioni a creare valore e arricchire imprese quali Google, Facebook, ecc, bisogna concepire un sistema in cui gli individui siano retribuiti per le informazioni che producono e condividono ogni giorno. Questi guru affermano la necessità di ripensare a un’economia digitale umanistica riconoscendo dignità alle persone. Affermano, in altri termini, la necessità di rimettere ancora una volta al centro l’uomo al posto questa volta del “dio digitale”.  Questo nuovo rinascimento non può però essere raggiunto solo attraverso una soluzione tecnica, ma necessita per definizione, anche di una problematizzazione filosofica partendo di nuovo dalla fondamentale domanda del “perché” del nostro agire.

Molti intellettuali di diversa estrazione e nazionalità ritengono che l’Italia possa essere il contesto perfetto nel quale tentare di avviare un nuovo umanesimo che veda protagoniste le nostre imprese. Questa è la sfida che ha abbracciato Ca’ Foscari promuovendo, all’interno del progetto Innovarea, un movimento di imprese sincronizzate la cui impresa comune sia guidare un nuovo rinascimento facendo leva sul patrimonio civile, culturale, naturale e artigianale che caratterizza l’Italia, abbandonando i pessimismi legati ai problemi strutturali del Paese e i protagonismi ostacoli alla maturazione del sistema Paese.

Innovarea ambisce a promuovere la significatività dell’impresa in quanto creatrice di nuovi posti di lavoro legati all’esclusività del territorio, e il significato dell’impresa in quanto creatrice di nuovi concetti liberati dalla varietà del territorio e veicolati ai clienti e alla società attraverso i suoi prodotti, processi e modalità di relazione.

L’impresa significante crea molto valore per i clienti e la società, valore si concentra sulle modalità più efficaci per distribuirne la parte più rilevante perché ritiene che la vera sfida legata all’innovazione sia moltiplicarne gli effetti. Viene in questo modo alimentato un circolo virtuoso che porta a creare ancora più valore per i clienti e la società stessa.

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